Quello che segue è uno scritto molto personale, ma che vorremmo qui condividere.
Primo per ringraziare Diana, compagna di viaggio e cane meraviglioso, che ha trovato nella Montagna un luogo dove esprimersi a pieno e sperimentare Libertà.
Secondo per denunciare l’assurdità della sua morte.
Diana è stata uccisa nell’aprile di quest’anno mediante bocconi avvelenati, mentre percorrevamo i boschi del monte Grem, sul versante della valle del Riso.
Non è il primo episodio di questo tipo avvenuto in quella zona.
CHIUNQUE AVESSE INFORMAZIONI UTILI PER CERCARE DI RISALIRE AI COLPEVOLI, E’ INVITATO A CONTATTARCI.

Ringraziamo infine Giancarlo Pavan.
La lettura del suo libro “Aspettami sulla cima” è stata una delle molle che ci ha spinto a pubblicare questo scritto sul Diario itinerante dell’associazione Sherwood Oneta.


Non esiste cattivo tempo
soltanto un io distratto
che non ne sa godere.

Si era rimesso dopo i temporali
un cielo enorme che mi ordinava
ESCI
mi ha concesso un giro di lancette
per abbandonare l’auto
ed imboccare il sentiero
ci ha avvolti di nebbie
– Diana ed io –
per circondarci d’ogni mondo possibile.

Abbiamo preso a salire
perché una fra le cose che ci viene meglio
ho iniziato a gioire
come si brucia di febbre
e camminare non bastava
ho attaccato a correre
e poi saltare in balzi
nel rozzo stile degli umani
ma ormai due erano i cani
ad inzupparsi nell’erba alta.

E la nebbia prese a fluire
fino a creare cavalloni
che pareva potessero cancellare
case, boschi o interi crinali.

Invece lasciavano tutto al suo posto
e l’Alben benevolo
si mirava le caviglie
teatro di miseri e meravigliosi spettacoli
chissà che pensava
di quel piccolo uomo
che imbratta quaderni
troppo spesso fissa uno schermo
e di tanto in tanto si sgola
cercando invano di richiamare il cane
– l’autentico dei due –
ed il solo a sapere
come non farsi distrarre da mille cazzate
come godersi ogni clima
ogni variazione di cielo
come abbaiare la Libertà
tanto forte e chiaro
da scuotere persino
quest’uomo distratto.