Lavoriamo per rovesciare il paradigma che vuole la montagna come, da una parte, bacino di forza-lavoro per attività produttive dislocate altrove e, dall’altra, luogo da sfruttare per massimizzare i profitti di progetti che non accrescono il benessere delle comunità locali ma spesso ne peggiorano la qualità di vita (industrie inquinanti, impianti sciistici impattanti, turismo irresponsabile …)

Non ci riconosciamo nel pregiudizio verso le montanare e i montanari, per cui chi vive oltre una certa quota possa soltanto essere una persona gretta, arretrata, inospitale, intollerante, completamente disinteressata a tutto ciò che sia arte e cultura.
Questo pregiudizio si è talmente radicato da condizionare l’immagine che la gente di montagna ha di sè e che la porta talvolta a rapportarsi al mondo esterno con un senso di inferiorità.

Desideriamo al contrario riscoprire e promuovere ciò che storicamente ha caratterizzato le comunità montane, da sempre luoghi di incontro e scambio di saperi, accoglienti nei confronti delle diversità e favorevoli allo sviluppo di idee, progetti, innovazioni.

Affinchè lo spopolamento e l’abbandono dei territori montani possano trovare un’alternativa, affinchè qualcuno possa davvero trovarsi nelle condizioni di scegliere di vivere in tali luoghi, sono necessari investimenti lungimiranti, a medio e lungo termine, per sostenere chi decide di avviare nuovi progetti e così incrementare il benessere dell’intera comunità. 

Inoltre per fare in modo che i giovani decidano di restare o tornare in montagna, ma anche per chi perde il lavoro o desidera lasciare il proprio per uno più affine alle proprie passioni e che possa svolgere nel territorio in cui vive, stimoliamo la realizzazione di corsi di formazione che siano il più possibile gratuiti e accessibili, per accendere l’interesse verso attività tradizionali o innovative, sempre compatibili e valorizzanti l’ambiente montano.

In qualità di associazione culturale, Sherwood Oneta si impegna ad indagare i luoghi in cui opera ed approfondirne la conoscenza, in quanto ricchi di storia, arte e tradizioni.
Lo scopo non è quello di rinchiudersi in circoli specialistici nè tantomeno quello di sfruttare la valorizzazione del patrimonio culturale per spacciare la propria identità come superiore e renderla motivo di esclusione di ogni diversità.
Al contrario, miriamo a conoscere i luoghi in primis con chi li vive e contemporaneamente a farli scoprire, attraendo chiunque sia interessato a venirne in contatto, sempre in una logica di rispetto e scambio reciproco.

Infine, crediamo che musica, teatro, letteratura ed ogni forma di produzione artistica non debbano unicamente essere “importate” dalle città o dai luoghi che, apparentemente, presentano un’offerta maggiore di opportunità e progetti, ma miriamo a valorizzare ogni espressione artistica locale, nata nei luoghi dove ci concentriamo. 

Per questo, uno degli scopi della nostra associazione è quello di creare occasioni per permettere a chiunque di condividere le proprie opere (concerti, libri, performance, arti figurative , …) e stimolare la creazione di spazi e strumenti alla portata della popolazione (laboratori, sale prova, co-working, …) senza la necessità di spingersi altrove per potersi esprimere.  

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